Questo enzima, individuato durante una ricerca sui batteri che vivono nei rifiuti plastici, ha dimostrato una straordinaria capacità di degradare il PET (polietilene tereftalato), un materiale largamente utilizzato nella produzione di bottiglie e imballaggi. Diversamente dai tradizionali metodi di smaltimento, il processo enzimatico è altamente ecologico: richiede basse temperature e riduce significativamente l’energia necessaria, abbattendo al contempo le emissioni nocive.
I ricercatori ritengono che, con ulteriori perfezionamenti, l’enzima potrebbe essere utilizzato su scala industriale per riciclare grandi quantità di plastica. “Stiamo studiando come potenziare le sue prestazioni e renderlo disponibile per applicazioni pratiche su vasta scala,” ha affermato uno degli studiosi.
Con oltre 300 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, questa innovazione potrebbe rappresentare un cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti, rendendo possibile un futuro più sostenibile e libero dall’inquinamento plastico.

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